Vi conoscete. Piacete. Tutto bene. Poi inizi a vedere gesti contrastanti. Ad udire frasi contrastanti. Una frase dice sì, un gesto dice no. Inizia il bivio e tu (già, sempre tu) scegli quale strada seguire, pur vedendone un’altra parallela e contrastante. Se hai scelto il No, guardando i fatti, hai attinto ad una “base sicura”; che sia ricevuta nell’infanzia come descrive Bowlby, o costruita postuma con una psicoterapia, è comunque il porto sicuro e saldo al quale torni senza indugio quando giri i tacchi. Se hai scelto il Sì, stai ascoltando il tuo sistema di attaccamento non proprio sano, programmato per chiamare “amore, “passione”, “interesse vero”, quell’altalena fra le spine. Ed ecco l’ansia. L’ansia passa appena arriva un gesto romantico, un segno di disconferma alle spine e di riconferma a restare sull’altalena. Poi l’ansia ritorna, perché il giretto sulla giostra finisce presto. Tutto si rimescola e ancora scegli di chiamarlo “amore”. Eppure duole. Eppure poi ti carezza. Eppure non dura. Eppure non ti convince. Eppure non molli. Per Natura, saresti programmato per goderti l’aria sul viso mentre volteggi spensierato sull’altalena. Per una programmazione mal avvenuta e non dipesa da te, possiedi invece un sistema di attaccamento da riprogrammare. Esso parte, macina e lavora ogni volta che ti si presenta quel bivio, quell’ambivalenza, quel “bastone e carota”. E devi sempre scegliere che cosa seguire tra quei maledetti Sì-No che si presentano contemporaneamente. E l’ansia un giorno si potrà chiamare rabbia. Anche ossessione. Magari follia. Insomma, come vorrai. Ma non certo amore, quello non oscilla sull’altalena fra le spine. Dunque torna alla tua Natura. E se non ce l’hai, costruisciti l’altalena tu stesso. Melania Emma
Le nostre scelte manifestano chi siamo. E allora facciamole queste scelte! Non siamo alberi immobili, ma dell’albero incarniamo l’unione tra le radici nella terra e le chiome nel cielo. Incendiamo la vita, e che il fuoco scaldi e alimenti senza bruciare! E la scintilla della scelta sia la passione e la felicità di andare verso, non la paura di perdere qualcosa. Se le carte che avete in mano non vi rendono felici, cambiate carte, cambiate tavolo, cambiate gioco! Voi potete anche aspettare, ma la vita non si chiama Penelope. La vita non aspetta!


Quanto ti piace la musica? Più del cibo… la sento dappertutto: nel vento, nell'aria, nella luce... è intorno a noi, non bisogna fare altro che aprire l'anima, non bisogna fare altro che ascoltare! È Dio che ci ricorda che esiste qualcos'altro in questo mondo!

Se non sai cosa vuoi finisci con un mucchio di roba che non vuoi.

Possa non essere mai completo.
Possa non essere mai soddisfatto.
Possa non essere mai perfetto.

Chuck Palahniuk
Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette. Frank Zappa
La delusione, la rabbia, il senso di ingiustizia che mi aveva pervaso mi ha portato a strapparti di mano la mia anima, e riprendermela. E sfruttarla, imparare ad amarla, farla nuovamente mia, come non avevo mai fatto. Mi ha portato a chiedermi chi ero, a scoprirmi, a imparare tante cose di me, a volermi bene.

Tu , che se solo sospettassi quanta forza questa storia mi ha dato, bruceresti viva. Forse non lo sospetti nemmeno, forse ti piace pensare a me triste, sconsolato.

Continuerò ad essere il ragazzo con cui sapevi di non poter reggere il paragone, e hai tentato di distruggere. Non sei riuscita a spezzarmi. Mi hai reso più forte .

Mi hai reso, involontariamente, libero. E questa è la cosa per cui più mi ringrazio, e , involontariamente, ringrazio anche te.

Per quella luce che non hai spento, per quelle umiliazioni che non mi hanno distrutto, per quel cuore che non ti sei mangiato.

Per tutta la vergogna che ho provato, l’umiliazione, la fatica ad accettare che proprio questo sia successo a me. Per la vita povera, e piena di risentimento che provi. Per tutti i tuoi vani tentativi di ferirmi, anche dopo che ti avevo detto di sparire dalla mia vita, per i tuoi ritorni, per le tue frecciatine, per tutto. Non ti renderai mai conto di come può essere bella, ricca e piena la vita, ma continuerai a vivere nella tua grotta, fatta di cattiverie, materialismo e sfruttamento dei sentimenti altrui. E mi fa pena, ora, tutto questo.
Son dovuto passare attraverso tanta sciocchezza,tanta bruttura, tanto errore, tanto disgusto, delusione e dolore, solo per ridiventare bambino e poter ricominciare da capo. (Hermann Hesse)
Le belle persone si distinguono, non si mettono in mostra. Semplicemente, si vestono ed escono. Chi può, le riconosce. Cesare Pavese
Che cosa è il perdono? Un maestro sufi rispose: E 'il profumo che emanano i fiori quando vengono schiacciati.


Leggendo un saggio su Frank Zappa e l'interpretazione adorniana del suo pensiero, vado a imbattermi in ciò che Adorno (filosofo, musicologo e aforista tedesco) pensa della "popular music" definita nel suo saggio "standardizzata" (nella struttura della composizione e nei concetti espressi) e "pre-digerita", funzionale a creare nell'ascoltatore reazioni prestabilite, in un sistema di meccanismi reattivi totalmente antagonistici all'ideale di crescita individuale; meccanismi questi che se rivelati provocherebbero "resistenza"; altro aspetto di questo prodotto dell'industria culturale è la pseudo-individualizzazione, l'illusione, appunto, di realizzazione e liberazione individuale; "I vostri figli sono povere, sfortunate vittime delle bugie in cui credete, sia dannata la vostra ignoranza che tiene i giovani lontani dalla verità che si meritano." Zappa
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA!


Abbiamo condannato il lupo non per quello che è, ma per quello che abbiamo deliberatamente ed erroneamente percepito che fosse - l'immagine mitizzata di uno spietato assassino selvaggio - Che, in realtà, non è altro che l’immagine riflessa di noi stessi.

Farley Mowat
non è questione di fare l'elemosina, ognuno può fare delle scelte individuali ogni giorno, in primis per se stesso, e non è detto che le cose cambino; è chiaro e evidente che un sistema economico basato sulla competizione e l'accumulo smodato, che genera surplus produttivo imbarazzante, non riciclato, non riutilizzato, ma gettato a mare, che collega tutto ai soldi, dove tutto si vende e si compra, dove non c'è più il dono, ma solo lo scambio, dove l'anima è annientata, può solo portare a situazioni di questo tipo, non è la soluzione, quindi.. nel tuo ambito riesci a fare/creare qualcosa? cos'è che bisogna riscoprire? la collaborazione, la condivisione, la comunità, i bisogni reali dell'uomo... si tratta non di rinunciare a qualcosa, ma di creare direzioni nuove e voltare le spalle a cose inutili e dannose... e non sono chiacchiere, la comunità open source lo sta facendo da anni nell'informatica, artisti liberi creano cose nuove e le condividono rielaborando il vecchio e il protetto/chiuso creando cultura nuova (che si basa appunto sulla condivisione e collaborazione), in ambito alimentare è in atto una piccola rivoluzione, con movimenti che cercano di far vedere certe cose e condividono informazioni utilissime per far capire agli esseri umani quali tremendi errori stanno facendo... scelte individuali in ambiti diversi... autoproduzione, creatività libera, non a cosa vuoi rinunciare, cosa vuoi creare di nuovo? votare un partito politico non porta a niente di nuovo...