strappare
La delusione, la rabbia, il senso di ingiustizia che mi aveva pervaso mi ha portato a strapparti di mano la mia anima, e riprendermela. E sfruttarla, imparare ad amarla, farla nuovamente mia, come non avevo mai fatto. Mi ha portato a chiedermi chi ero, a scoprirmi, a imparare tante cose di me, a volermi bene.
Tu , che se solo sospettassi quanta forza questa storia mi ha dato, bruceresti viva. Forse non lo sospetti nemmeno, forse ti piace pensare a me triste, sconsolato.
Continuerò ad essere il ragazzo con cui sapevi di non poter reggere il paragone, e hai tentato di distruggere. Non sei riuscita a spezzarmi. Mi hai reso più forte .
Mi hai reso, involontariamente, libero. E questa è la cosa per cui più mi ringrazio, e , involontariamente, ringrazio anche te.
Per quella luce che non hai spento, per quelle umiliazioni che non mi hanno distrutto, per quel cuore che non ti sei mangiato.
Per tutta la vergogna che ho provato, l’umiliazione, la fatica ad accettare che proprio questo sia successo a me. Per la vita povera, e piena di risentimento che provi. Per tutti i tuoi vani tentativi di ferirmi, anche dopo che ti avevo detto di sparire dalla mia vita, per i tuoi ritorni, per le tue frecciatine, per tutto. Non ti renderai mai conto di come può essere bella, ricca e piena la vita, ma continuerai a vivere nella tua grotta, fatta di cattiverie, materialismo e sfruttamento dei sentimenti altrui. E mi fa pena, ora, tutto questo.
