L’Impero dello Spettacolo promette la felicità in terra, in cielo e in ogni luogo... come traguardo per i suoi sudditi. Il diritto alla felicità non è com­preso fuori o al lato dell’immaginario domestico. Chi non canta nel coro è buttato fuori dalla stanza e dalla società civile.

La mitologia dello Spettacolo serve al potere in carica a far accettare i propri indirizzi e condizionamenti sociali come costruzione dell’avvenire. Obbedire, consumare e mostrare allegria è il credo delle democrazie dello Spettacolo. L’apparenza condiziona l’interezza della vita quotidiana e la superficialità e l’assoggettamento fanno dimenticare i dolori della terra.

La teoria della Rivolta Situazionista implica la fine dello Spettacolo o non è niente.

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