Ai selvaggi, ai bizzarri, ai meravigliosi.

A coloro che cavalcano le onde del mare e perdono di vista la riva.
A chi si libera delle regole, dell'etichetta, delle catene e parte alla ricerca della verità del proprio cuore.
A tutti i pezzi del puzzle scombinati, che non vengono invitati a partecipare al gioco della società, che restano indietro per imparare il proprio modo di volare, che nella sacra solitudine abbelliscono i cieli con le ali piene di libertà e la grazia del loro destino nato dall'anima incendiata.
Per i rari esseri ultraterreni che percorrono la strada meno affollata, che affrontano l'avventura con scopo e passione.
Ai ribelli, agli originali, alla solitudine che alimenta il loro spirito.
A chi non si conforma, nè torna indietro e non si fa da parte.
Per quelli che non sono nati per adattarsi ma per camminare gloriosamente altrove.
Per la tribù dei disturbatori che pensano fuori dagli schemi e sognano sui bordi dell'infinito.
A coloro che danzano anche se non conoscono i passi, che cantano anche se sono stonati e fuori sintonia.
Ai risvegliati il cui scopo è alimentare la propria anima e non morire di fame, il cui mantra è il battito del tamburo del proprio cuore e le infinite possibilità che scintillano all'orizzonte.
A quelli che hanno il coraggio di essere aperti, d'amare e vivere.
Ai maghi, ai mistici, agli incompresi.
Ai saggi che si muovono tra l'ombra e la luce.
A coloro che ululano alla Luna Piena e danzano nudi nei ruscelli.
A coloro che seguono la bussola dei loro cuori e credono nella stella polare del loro spirito.
Per chi ha il coraggio di cadere, di rompersi e frantumarsi.
Ai cacciatoti di tempeste , a voi anime antiche che camminate su questa Terra.
Allo spirito selvaggio, queste parole sono per te.
ti dico come la vedo; poi ognuno la vede come vuole; non contesto la discontinuità di quella canzone con le canzonette d'amore, i soliti temi di Sanremo ecc.; aria fresca si, non sono d'accordo con la pericolosità; la cappa immaginativa è quella che crea lo Spettacolo (film, serie-tv, testate scientifiche, Mainstream, Pieri Angela e prole ecc.) ogni giorno nelle nostre teste; concetti come "tutti tuttologi col web, internet oppio dei poveri, coca dei popoli, risposte facili, dilemmi inutili" per quanto contengano delle verità, non li vedo cosi lontani da quello espresso da mio Padre a cui dico "Papà sai ho trovato un documentario molto interessante in Rete sul Cancro, solleva questioni molto importanti, perchè non lo vediamo?" che mi risponde "su internet girano solo puttanate, tutti esperti, sono tutti medici, tuttologi senza una laurea" (i mantra dei debunker); lo slogan pop ballabile da progressista presunto diventa reazionario sopratutto se megafonato alla massa, che è già abbondantemente rintronata e tranquillizzata socialmente dagli Attivissimo della situazione; aggiungiamo a questo un testo come Pachidermi e Pappagalli dove Gabbani usa la tecnica della polpetta avvelenata, cianfottando Terra Piatta, Rettiliani, altre cose e Scie Chimiche, quando di quest'ultime ne parla perfino Harvard, altra questione importante di cui "non si può piu parlare se no ti rispondono pavlovianamente.. complottista", quando paradossalmente oggi si parla solo di ambiente, e siamo alle solite; ah ovviamente non si puà piu parlare di vaccini, perchè siamo tutti tuttologi col web anche se porti loro documenti ufficiali; l'anticomplottismo irridente e snob, socialmente dannoso che butta fuori dal cortile del comunemente accettato tutto quello di cui non si può più minimamente parlare; Rino Gaetano, per me, era pericoloso, cercava con le canzoni di sputtanare certe realtà; a Sanremo se non sbaglio ha vinto con Gianna, che era la sua canzone meno pericolosa, e tutti se lo ricordano per Gianna e si dimenticano di tutte le altre; poi con il resto del discorso sono d'accordo, musicalmente e non solo il baratro l'abbiamo ormai quasi raggiunto; opinioni mie;
interpreto questi personaggi, uso queste maschere, per entrare in contatto con me stesso, far emergere, sbocciare aspetti importanti della mia personalità, per esplorare me stesso e connettermi con l'Universo; personaggio/maschera non disgiunto dalla persona (assolutamente no), al limite dall'ego (ed è un discorso molto più profondo, vedi sotto); maschera/personaggio non per celare, ma per mostrare verità nascoste; es. in Freak Out utilizzo, insieme ad altri personaggi, il personaggio del coniglio; prima si nasconde, poi esplode venendo fuori da un cappello, tremante e rabbioso, li sto facendo vedere la paura, la mia paura, il coniglio, e poi la mia presa di coraggio nell'affrontare una situazione difficile della mia vita, coniglio rabbioso e tremante, divento lupo mannaro, prendo in mano la mia vita, un coraggio rabbioso, tremante, che cerca di vincere la paura, che prova a superare una situazione al limite; e ci riesce; #freakout;

"La maschera oggi è un modo per celare la propria identità ,per calarsi in quella di un altro. La storia dell’arte ci aiuta a comprendere il fenomeno e la sua evoluzione. Anticamente ,infatti, il concetto di maschera era associato a quello di uscita da sé. Nei riti dionisiaci dell’antica Grecia, l’uso delle maschere simboleggiava proprio l’uscita dal proprio Ego per divenire Altro e unirsi alla divinità di Dioniso. La maschera rappresentava dunque il tramite tra uomini e Dei ma nel corso della storia la maschera si fa oggetto, quindi, di una costante esplorazione artistica e il tema del camuffamento non può certo lasciare in disparte la figura dell’artista, come esploratore dell’animo umano, per eccellenza."

#stastoriadelladifferenzatrapersonaepersonaggiovalesoloperloSpettacoloeperimercantichesonobeneomaletuttiDeepFake;