un'altalena fra le spine
Vi conoscete. Piacete. Tutto bene. Poi inizi a vedere gesti contrastanti. Ad udire frasi contrastanti. Una frase dice sì, un gesto dice no. Inizia il bivio e tu (già, sempre tu) scegli quale strada seguire, pur vedendone un’altra parallela e contrastante. Se hai scelto il No, guardando i fatti, hai attinto ad una “base sicura”; che sia ricevuta nell’infanzia come descrive Bowlby, o costruita postuma con una psicoterapia, è comunque il porto sicuro e saldo al quale torni senza indugio quando giri i tacchi. Se hai scelto il Sì, stai ascoltando il tuo sistema di attaccamento non proprio sano, programmato per chiamare “amore, “passione”, “interesse vero”, quell’altalena fra le spine. Ed ecco l’ansia. L’ansia passa appena arriva un gesto romantico, un segno di disconferma alle spine e di riconferma a restare sull’altalena. Poi l’ansia ritorna, perché il giretto sulla giostra finisce presto. Tutto si rimescola e ancora scegli di chiamarlo “amore”. Eppure duole. Eppure poi ti carezza. Eppure non dura. Eppure non ti convince. Eppure non molli. Per Natura, saresti programmato per goderti l’aria sul viso mentre volteggi spensierato sull’altalena. Per una programmazione mal avvenuta e non dipesa da te, possiedi invece un sistema di attaccamento da riprogrammare. Esso parte, macina e lavora ogni volta che ti si presenta quel bivio, quell’ambivalenza, quel “bastone e carota”. E devi sempre scegliere che cosa seguire tra quei maledetti Sì-No che si presentano contemporaneamente. E l’ansia un giorno si potrà chiamare rabbia. Anche ossessione. Magari follia. Insomma, come vorrai. Ma non certo amore, quello non oscilla sull’altalena fra le spine. Dunque torna alla tua Natura. E se non ce l’hai, costruisciti l’altalena tu stesso. Melania Emma
