La bellezza ereticale

La bellezza ereticale di ogni artista è quella di profanare ciò che il gusto comune venera, giacché senza violazione del certo, dell’ossificato, del mitologico, il mutamento non mette radici né annuncia nuovi (cattivi, forse) presagi di libertà creative. Il sovvertimento culturale è inscindibile dal disvelamento della falsa felicità della società corrente. L’incoscienza è il nostro covo e lì non ci sono macellai della ragione, solo poeti dell’utopia.

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